Le “domande difficili”

Ci parli di lei. Perché dovrei assumerla? Le domande sono difficili quando diventano soggettive.

Il problema qui non è rispondere. Il fatto è non essere in grado di calcolare mentalmente la risposta che il selezionatore vuole sentirsi dire. Devo rispondere in modo sincero perché non mi è data l’alternativa tattica di preconfezionare una risposta. In realtà invece una domanda libera come questa, quando viene fatta, rappresenta un vantaggio competitivo. Ho spazio di descrivermi, di far vedere quanto sarei un buon lavoratore, un fit per quell’azienda. Ho spazio di parlare del perché quell’azienda mi interessa, di cosa mi ha colpito, oppure anche di come collaborare con loro mi aiuterebbe in un periodo difficile della vita.

Ho di fronte una persona con cui interagire, ho l’attenzione del recruiter. Ora si tratta di sfruttare l’occasione. Quindi, cosa racconterai alla prossima domanda aperta? Come deciderai di esporti? Sta a te.